La Confraternita dei LXVI Sacerdoti del S.S. Crocefisso, fondata nel 1619 dal sacerdote Ottavio Acquaviva, allo scopo di ⟪Meditare sull’immagine antichissima del Crocefisso⟫, custodiva un pregevole Crocifisso ligneo del XII secolo, purtroppo trafugato nel 1977. La Congrega, realizzata dopo i restauri della chiesa del 1675, si compone di due ambienti: la piccola sacrestia, di fronte all’ingresso e l’oratorio. Nel primo ambiente si conserva una fontana seicentesca in marmo, poggiata su un alto piedistallo, con vasca marmorea sormontata da un eccentrico mostro marino. Il secondo ambiente, l’attiguo oratorio, presenta una pianta a T composta da due spazi di forma rispettivamente rettangolare e quadrata: il primo spazio conserva un coro ligneo ottocentesco articolato su tre pareti, al di sopra del quale troviamo a destra le allegorie di Carità e Fede, mentre a sinistra la Speranza e la Religione. Il secondo spazio presenta sul fondo un altare ligneo dorato, con la statua dell’Immacolata datata XVIII secolo, decorato con  dipinti, stucchi dorati e festoni di fiori da Baldassarre Farina e Marcantonio Coda, maestranze citate nei documenti di pagamento del 1694. 

la tomba di partenope

La Confraternita del S.S. Sacramento fu istituita nel 1541, con l’approvazione della regola da parte di Papa Paolo III. Tra le attività caritatevoli che era chiamata a svolgere, c’era quella di portare conforto agli infermi e per questo motivo era chiamata anche “del Viatico”. Sebbene la Confraternita di fatto fosse già insediata nella Basilica, la costruzione della Congrega ebbe inizio soltanto nel 1584, trasformando ed ampliando l’antica sacrestia. Questa si sviluppa secondo una pianta rettangolare; l’altare e la balaustra rivestita da marmi intarsiati e intagliati, sono databili alla metà del XVII secolo. A destra dell’ingresso, vi sono un coro ligneo ed un organo, a cui si accede da una ripida scala nascosta dietro un armadio in legno. L’ambiente conserva un bel pavimento in maiolica policroma della fine del Settecento, una colonna di epoca romana nella parete sinistra e la sua copertura a botte è impreziosita da decorazioni a stucco di gusto barocco.

La ristrutturazione di tutta la terra santa della cripta seicentesca, che si dirama lungo lo spazio sottostante l’aula della Chiesa, recuperata nel corso di lavori di restauro, risale al 1780. Ad essa si accede tramite una ripidissima scala in pietra che parte dal pavimento della navata centrale, a sinistra dell’ingresso principale. Sul fondo della navata centrale è collocato un piccolo altare rifinito a stucco di fine Settecento. Sulla parete di fondo risalta un dipinto raffigurante la Madonna del Rosario con i Santi Giovanni e Rocco. L’ipogeo è illuminato da due lucernari inseriti nel pavimento della Chiesa e da un vano aperto sulla facciata principale, a destra della gradinata d’ingresso alla Basilica, che ne consente l’accesso anche dall’esterno. La pavimentazione è suddivisa da cordoli, che separano il piano di calpestio dalla terra santa destinata alla sepoltura dei corpi dei defunti. 

Ad una seconda cripta più piccola di epoca tardo seicentesca, contenente un tempo le spoglie dei LXVI Sacerdoti, si può accedere invece dal lato destro dell’altare del Crocifisso del Vaccaro.